Trofeo Amatori Mugello

Poco meno di 180 piloti si sono presentati al Mugello per il sesto ed ultimo round del Trofeo Italiano Amatori 2017, il campionato nazionale appositamente concepito per i non-professionisti, organizzato dal Moto Club Motolampeggio di Roma.
Con tre titoli già assegnati (a Gamba, 600 Base, Peri, 600 Avanzata, e Cannone, 1000 Avanzata) ed altrettanti ancora in bilico, l’attenzione era ovviamente puntata sulle tre classi in cerca del campione. Ma, benché non invitata, la grande protagonista è stata la nebbia che ha gravato sul bellissimo circuito toscano fino alla tarda mattinata sia del sabato sia della domenica, provocando continui adeguamenti del programma della Coppa Italia e la contrazione delle gare.
Inoltre i confronti della domenica sono stati caratterizzati anche dall’esposizione delle bandiere rosse (addirittura tre nella 1000 Pro, per fortuna senza gravi conseguenze per i piloti) che, per consentire di condurre regolarmente tutte le gare prima del tramonto, ha imposto un ulteriore accorciamento di alcune classi a soli 7 giri.
Nonostante gli imprevisti, tutte le classi hanno regalato emozioni, spettacolo ed equilibrio, che è la cifra distintiva della formula, ed i verdetti emessi dalla pista appaiono indiscutibili; i tre campioni che mancavano all’appello sono Yuri Menchetti nella 600 Pro, Daniele D’Adda nella 1000 Base e Tiziano Traini nella 1000 Pro.
Le vittorie del week end sono andate a Marcello Vincenzi (Honda), che si è imposto in entrambi i round della 600 Base; a Yuri Menchetti (Honda), che si è aggiudicato così, sulla pista di casa, il titolo della 600 Pro; a Francesco Piersanti (BMW), che ha siglato una doppietta nella 1000 Base; a Giorgio Cannone (Yamaha), che ha vieppiù legittimato il suo titolo nella 1000 Avanzata, e a Tiziano Traini (BMW), che così conquistato in extremis lo scudetto della 1000 Pro.
Il Trofeo Italiano Amatori, con il suo patron ed ideatore Daniele Alessandrini, si è congedato dalla stagione 2017 dando appuntamento a tutti all’EICMA – Milano Rho Fiera, 7 – 12 novembre, dove sarà presente presso lo stand di Motosprint e dove saranno aperte le iscrizioni per l’edizione 2018.
Classe 600 Base
Gara 1 – Con il titolo già assegnato a Massimo Gamba, che con quattro vittorie e un terzo posto ha dominato la 600 Base, tanto da decidere di mettersi alla prova come wild card nella 600 Avanzata, l’interesse della gara si è concentrato sulla lotta per le restanti posizioni del podio finale, con la lotta a distanza fra Marcello Vincenzi (Honda), che si è aggiudicato la vittoria, e Francesco Villani (Yamaha), giunto quarto. Fra i due piloti di alta classifica si sono inserite due agguerrite wild card, Andrea Tomio (Honda) e Nicola Coccia (Yamaha), terminati rispettivamente secondo e terzo. Ai fini della classifica i due non incidono sul risultato in quanto, come è noto, le wild card non marcano punti.
La gara vede l’ottimo spunto iniziale del trentasettenne carabiniere di Agerola (NA), Nicola Coccia che, partito dalla pole, prova subito ad allungare, guadagnando in paio di secondi sull’immediato inseguitore Andra Tomio, fresco vincitore del Trofeo Motoestate. Il tentativo non va però a buon fine, infatti al terzo passaggio Coccia inizia a rallentare mentre alle sue spalle risalgono Vincenzi e Tomio che nel volgere di due tornate lo attaccano e poi superano in sequenza. Alle spalle del terzetto, Villani controlla con facilità i rivali, con Alberto Bozzoni (Kawasaki) che guida lo sgranato gruppo degli inseguitori.
Vincenzi, fra il settimo e l’ottavo passaggio, prova a guadagnare terreno, ma Tomio non molla e i due danno vita ad un lungo duello che si chiude solo allo sventolare della bandiera a scacchi, con il ventenne modenese che ha la meglio per soli sessantasette millesimi sul rivale, andando così a conquistare la prima vittoria assoluta e coronando in crescendo il suo primo anno di gare.
Coccia, nonostante l’affaticamento, riesce a mantenere la terza piazza davanti a Villani, poi a oltre ventidue secondi termina Bozzoni che in volata regola Battini, capace di migliorarsi di sette posizioni rispetto alle prove. Nelle top ten anche Zamboni, Poncini, Sciuteri e Barale.
Gara 2 – Tra Marcello Vincenzi (Honda), primo, e Francesco Villani (Yamaha), quarto, cambia solo l’ordine delle posizioni d’onore, con Nicola Coccia (Yamaha) che stavolta ha la meglio su Andrea Tomio (Honda), entrambi wild card. Per il resto è praticamente tutto uguale a gara 1, compreso uno splendido sole, perfino tiepido, che, dopo aver scacciato la nebbia del mattino, indora fino al tramonto il pomeriggio mugellano.
In realtà di uguale in due competizioni motociclistiche molto tirate non ci può essere nulla, a partire dalla durata, ridotta la domenica a sole sette tornate. E infatti mentre il ventenne modenese Vincenzi, partito bene, ha dovuto duellare fino all’ultimo per aver ragione di uno scatenato Coccia, Tomio, che per metà gara riesce a far parte del gruppetto di testa, deve cedere nel finale per il forte dolore al braccio destro che gli blocca praticamente la mano.
Numerosi altri piloti animano la corsa, dando vita a gruppetti anche folti in cui domina la bagarre: nell’ordine, dopo Villani, si classificano la wild card Poncini (Yamaha), autore di una bellissima rimonta, Imbastaro (Yamaha), l’altra wild card Bozzoni (Kawasaki), costantemente quarto fino all’ultima tornata, Russo (Yamaha), Battini (Honda) e Sciutteri (Yamaha) che chiude la top ten. Nelle posizioni che contano, in una griglia con ben 42 partenti, si sono visti anche Zamboni (Yamaha), 11°, e Munerato (Yamaha), 19°.
Vincenzi concede dunque il bis, facendo valere le sue doti di staccatore con le quali contrasta la maggiore velocità in rettilineo della R6 di Coccia; “non è stata come ieri – ha commentato il giovane pilota, che conlude il campionato al terzo posto – anche perché bisogna porre attenzione al filler sparso in diversi punti del tracciato”.
Il trentasettenne Carabiniere campano Coccia, presente – al pari di Tomio, solo ai due round del Mugello – rivela invece che avrebbe voluto tentare la fuga solitaria “ma anche oggi Vincenzi è stato bravo, l’ha capito e si è messo subito nella mia scia”.
Soddisfatto il bolognese Villani, anche nel secondo round autore di un’ottima rimonta dalla tredicesima posizione in griglia, dovuta ad un errore nelle qualifiche: “è difficile recuperare in soli sette giri, mi sono divertito ma è stata dura”.
Il campionato va Massimo Gamba che precede Marcello Villani e Francesco Vincenzi.
Classe 600 Avanzata – Pro
Al termine di una stagione lunga, intensissima ed equilibrata, il titolo della 600 Pro, tradizionalmente uno dei più ambiti e prestigiosi della categoria Amatori, si decide in soli cinque giri e con una carosello di emozioni e colpi di scena tale da saziare anche il più incontentabile degli spettatori.
Onore subito al merito del neo-campione Yuri Menchetti (Honda), 24 anni, operaio, che dopo la bandiera a scacchi ha fatto scatenare la torcida non solo della Alfonsi Racing, il suo team, che fa capo a Lorenzo, anche lui toscano, già campione europeo della Superstock, ma della tifoseria locale vista la sua provenienza da Borgo S. Lorenzo, uno dei due Comuni prossimi al Mugello.
E onore anche ai suoi due avversari, il quarantanovenne piacentino Carlo Corsini, leader del campionato alla vigilia di questo settimo ed ultimo round ma costretto al forfait dai postumi di una caduta in cui è incappato nelle “libere” del giovedì, e il ventenne torinese Doriano Vietti Ramus (Yamaha), che precedeva Menchetti nella generale di soli dieci lunghezze e che se l’è giocata fino all’ultimo metro, provando a precedere l’irriducibile avversario.
Al di là del gioco degli scarti i due contendenti sapevano, partendo Vietti dalla pole (1’56”7) e Menchetti dalla prima fila, col terzo tempo, che chi sarebbe arrivato davanti avrebbe vinto il titolo. E così, scontato l’ormai immancabile (ma sempre stupefacente) hole-shot della wild card Samuele Cini (Yamaha), i due hanno cominciato a suonarsele di santa ragione, rimanendo sempre racchiusi in un fazzoletto fatto di un distacco calcolato per lo più nell’ordine dei millesimi.
C’è da premettere che la gara, già ridotta ad otto giri a causa del ritardo accumulato a per la nebbia mattutina, è stata fermata dopo le prime due tornate, con bandiera rossa, per una scivolata al Correntaio che ha richiesto l’ingresso dei sanitari (ma senza gravi conseguenze per il pilota) ed una perdita d’olio lungo la traiettoria esterna della Bucine.
Ma il copione era già lo stesso, con Vietti Ramus e Menchetti in fuga e gli altri ad inseguire. Nelle cinque tornate decisive il pilota di casa non ha mai mollato la prima posizione anche se il giovane rivale, come detto, lo ha costantemente insidiato. In terza posizione si è mantenuto costantemente il bolognese Cini, che ha chiuso con un distacco dai primi di 6” mentre in quarta (terza effettiva sul podio) è salito il senese Francesco Varanese (Ducati), campione 2015 della 600 Avanzata, autore di una gara in progressione, davanti alle wild card Davide Fabbri e Daniele Zinni, entrambi su Yamaha). In vetta al raggruppamento della Avanzata è terminato Massimo Gamba (RM2), campione matematico della 600 Base, cimentatosi nella formula superiore come wild card. L’ordine d’arrivo ufficiale vede dunque nell’ordine Mirko Calcagno (Honda), Diego Masciocchi (Kawasaki) ed Andrea Ferrazza (Yamaha) con il primo che va a consolidare la sua posizione d’onore dietro al campione Alessandro Peri (Yamaha), 35 anni, cremonese, che aveva acquisito la certezza matematica del titolo già a Vallelunga e non ha potuto essere presente al Mugello per un concomitante impegno di lavoro.
Menchetti, al rientro nelle competizioni dopo quattro anni di stop, si è complimentato con Vietti Ramus ed ha ammesso di aver guidato al massimo delle proprie possibilità: “Ringrazio Lorenzo Alfonsi – ha detto sul podio – per aver creduto in me ed avermi offerto questa opportunità. Ora sarà festa grande”.
Un po’ sconsolato Vietti Ramus, fratello dell’ex-campione italiano Celestino, che ha lamentato l’impossibilità di contrastare il passo del rivale senza correre rischi troppo grossi: “La voglia di vincere c’era, fino all’ultima Bucine c’ho provato ma sono andato vicino ad un volo clamoroso, di più non potevo fare”.
Grande soddisfazione invece per Varanese per aver finalmente agguantato il podio: “C’ero già andato vicino, sono veramente contento, la pista mi piace molto, siamo riusciti a mettere perfettamente a posto la moto, il risultato è arrivato. C’è anche mio figlio Cristian Domenico, per lui prevedo un futuro da pilota!”.
Classe 1000 Base
Gara 1 – Disputata in un magnifico pomeriggio di sole, che fa dimenticare la nebbia del mattino, Gara 1 della 1000 Base regala uno spettacolo veramente eccezionale, una sorta di “firma autografa” che la formula del Trofeo Italiano Amatori appone sotto ad uno degli ultimi appuntamenti della stagione 2017.
I dieci giri del Mugello sono infatti caratterizzati da una serie di duelli che coinvolgono, a gruppi, almeno una diecina di piloti e che tengono altissima l’attenzione. Fa eccezione il discorso per la vittoria visto che, confermando l’eccellente prestazione fornita nel round precedente, a Vallelunga, a trionfare praticamente in solitario è l’imolese Francesco Piersanti (BMW), scattato dalla prima fila e autore, al termine, anche del giro più veloce, in 1’58”8, nettamente migliore delle qualifiche.
Ma il round del sabato si rivela importantissimo anche perché consegna il titolo della 1000 Base a Daniele D’Adda (Yamaha), già vicinissimo al casco tricolore ma ancora non del tutto al riparo dal tentativo di recupero di Andrea Chiussi (Kawasaki); i due concludono, rispettivamente, al secondo e terzo posto alle spalle di Piersanti, dando vita anche loro ad una sfida con un altissimo tasso di spettacolarità.
Piersanti, al secondo anno di corse, dopo il debutto del 2016 sempre con gli Amatori, nella 600 Base, scatta molto bene al via su Enrico Stefani (BMW) e Lorenzo Comandini (Kawasaki), guadagna subito su tutto il gruppo e prosegue in progressione, arrivando ad accumulare al settimo giro oltre 12” di margine sugli inseguitori. Alle sue spalle, è, però, spettacolo: D’Adda e Chiussi devono rimediare a partenze non eccezionali (“fino alla terza si impenna!” commenterà poi divertito il trentottenne ravennate) e ci riescono, diventando gli inseguitori di Piersanti; il resto del plotone di testa continua battagliare senza respiro in un carosello di scambi di posizioni che consente solo di citare i protagonisti, nell’ordine in cui arrivano, dal quarto posto in avanti; si tratta di Pietro Sartori (Kawasaki), Fabrizio Tinti (BMW), Enrico Stefani (BMW), per i primi tre giri addirittura secondo, Matteo Dalola (Yamaha), Fabio Tedesco (BMW) e la wild card Marco Scagliarini (Kawasaki); sfortunato Ivan Mari (Ducati), altro componente del plotone di testa, costretto al ritiro a metà gara da una scivolata alla Biondetti 2.
Sul podio l’atmosfera è serena e regna un clima di soddisfazione: Chiussi, che ha pesantemente pagato la caduta nella tappa di giugno del Mugello che lo costrinse a gareggiare a Misano con una moto ancora malmessa, si complimenta con D’Adda: “per tenere ancora aperto il campionato avrei dovuto vincere e Daniele arrivare terzo, non è andata così ma lui è più forte, merita il campionato”. A sua volta il ventiduenne tornitore bresciano ammette di aver pensato, nel finale, soprattutto al campionato, e rivolge un ringraziamento ai suoi sponsor, all’azienda di cui è dipendente, a FG Racing e Zivi Motor, che gli hanno consentito di aggiudicarsi il titolo, e preannuncia che nel 2018 rimarrà nel Trofeo Amatori.
Infine Piersanti, al secondo anno di corse sempre negli Amatori e prossimo alla laurea in lingue straniere, ringrazia SC Racing ed i genitori, suoi unici sponsor e riflette sul cambio di moto che, dopo un avvio di stagione disastroso, lo ha reso vincente: “In realtà mi sono “svegliato” alla fine di agosto, qui al Mugello; anche oggi ho pensato soprattutto a spingere, non ho mai guardato i distacchi, solo all’ultimo giro, per capire se potevo stare tranquillo o dovevo guardarmi da qualche avversario”.
Gara 2 - Sebbene D’Adda (Yamaha) avesse già portato a casa il primo titolo della sua breve carriera motociclistica, non si è risparmiato e ha lottato fino alla fine con il rivale Francesco Piersanti (Yamaha), già vincitore della gara del sabato che è poi andato a bissare il successo per soli 15 millesimi di secondo. Una stagione in crescendo quella di Piersanti, partito in sordina e che ha necessitato di un periodo di adattamento, dopo il passaggio dalla 600 alla 1000. Terzo è terminato Andrea Chiussi (Kawasaki), che ormai cosciente dell’impossibilità di recuperare i punti di ritardo da D’Adda, ha disputato una gara “tranquilla” che gli ha garantito comunque il secondo gradino del podio del campionato. Per me, ha dichiarato il ravennate, “era importante chiudere la stagione senza rischi, a giorni nascerà la mia prima figlia alla quale dedico questo podio, così come alla mia compagna Annalisa che mi ha seguito con trepidazione”.
Ovviamente soddisfatto il vincitore del torneo: “dovevo solo controllare la gara, ma volevo anche divertirmi e il lungo duello con Piersanti è stato avvincente e credo che abbiamo dato veramente spettacolo, onorando la corsa, complimenti al vincitore che mi ha chiuso ogni varco nel finale”.
La gara è stata molto lineare e come detto è vissuta tutta sul duello ravvicinato fra Pieranti e D’Adda, con Chiussi a fare da spettatore a distanza, pronto magari ad approfittate di eventuali colpi di scena che si sa in questo sport sono sempre dietro l’angolo.
Solo nelle primissime fasi si sono inseriti nella bagarre anche Fabrizio Tinti (BMW), poi terminato quarto, Pietro Sartori (Kawasaki) e Enrico Stefani (BMW) rispettivamente quinto e sesto a fine gara.
Volata finale per entrare nella top ten con Marco Scagliarini che ha avuto la meglio su Carlo Corsetti e Stelvio Boaretto.
Classe 1000 Avanzata
Nonostante avesse già scudetto della classe 1000 Avanzata cucito sulla tuta, il romano Giorgio Cannone (Yamaha) ha voluto chiudere nel migliore dei modi una stagione da ricordare e così, dopo aver ottenuto la pole position, è andato a vincere anche la gara, riaffermando la sua supremazia in questa categoria. Alle sue spalle un agguerrito Riccardo Chiesura (BWW) che, dopo un inizio di campionato in sordina, è venuto fuori alla distanza, tanto da cogliere due secondi posti consecutivi che gli hanno permesso di salire sul secondo gradino del podio finale del trofeo 2017.
Il podio della giornata è stato completato dalla wild card romagnola Domenico Cecchini (Yamaha), vecchia conoscenza del Trofeo Amatori e rientrato alle competizioni dopo due anni di stop.
La gara, partita in netto ritardo a causa dell’insistenza della nebbia sul circuito toscano, è stata ridotta prima a otto giri e poi a sette a causa di una caduta di due concorrenti nel giro di ricognizione, caduta fortunatamente innocua tanto che i due hanno poi preso regolarmente il via.
Lo start è stato perfetto per Chiesura ma, come rivelerà poi sul podio, il pilota veneto non si sentiva sicuro e quindi dopo alcune curve ha preferito rallentare e non rischiare. A questo punto Cannone è passato a condurre, guadagnando subito un discreto margine su Cecchini, che nel frattempo aveva superato Chiesura, il quale perde ulteriormente terreno, tanto da venire scavalcato anche da Massimo Scalvini (Yamaha). I tre che procedono in fila indiana pare che possano controllare la gara, visto che gli inseguitori, guidati da Simone Buttironi (BMW), hanno già un discreto ritardo dal battistrada.
La situazione cambia radicalmente nelle ultime due tornate, quando, preso confidenza con il tracciato, Chiesura stampa due giri velocissimi consecutivi compreso l’ultimo dove ferma il crono a 1’57.663. Questo gli permette prima di superare Scalvini e poi nel finale di raggiungere i due fuggitivi che nel frattempo procedevano molto ravvicinati.
Il veneto è scatenatissimo e curva dopo curva si presenta all’uscita della “Bucine” immediatamente alle spalle dei rivali, sfrutta perfettamente la scia e, in un arrivo allo sprint, supera Cecchini di settanta millesimi, mentre Cannone riesce a mantenere la prima posizione per tre decimi. A ridosso del podio ma con oltre sei secondi di ritardo Scalvini precede Buttironi.
Salvatore Caggiano (BMW), sesto, regola il gruppo formato da Patrice Burky (Yamaha), dal gentlemen driver fiorentino Dante Del Vecchio (BMW), alla migliore prestazione stagionale, e da Matteo Viale (Bimota) e Claudio Sergiovich (BMW) che completano la top ten. Da notare anche l’ottima gara di Francesco Rigo che era riuscito a risalire fino alla quarta posizione al sesto passaggio, quando è stato costretto a dare forfait per un problema tecnico.
Classe 1000 Pro
Gara incredibile con quattro partenze a causa di tre bandiere rosse che alla fine hanno più dimezzato il numero dei classificati, fortunatamente nessuno dei piloti coinvolti nelle cadute ha riportato problemi fisici, solo per un concorrente sono stati disposti ulteriori accertamenti sanitari in ospedale, a scopo precauzionale.
Alla fine la vittoria della gara è andata a Tiziano Traini (BMW) che, favorito dal forfait di Simone Sbrana che non si è presentato alla quarta partenza, per un problema tecnico alla moto, ha vinto anche il titolo della classe 1000 Pro, alla sua prima partecipazione al Trofeo Amatori.
Come detto la gara è stata segnata da ben tre interruzioni per incidenti avvenuti sempre nelle fasi iniziali, ad esclusione della prima partenza, quando la corsa è stata interrotta al termine del secondo passaggio al momento che all’uscita della “Bucine” la wild card Giampiero Galante che era quarto, ha rotto il motore, inondando di una densa ed oleosa nuvola bianca buona parte del rettilineo d’arrivo.
Sono seguite altre due partenze, con gare interrotte al primo giro, e quindi la direzione ha dovuto ridurre la competizione a soli cinque giri.
Si va all’allineamento decisivo con la griglia segnata da numerose assenze e come detto la più clamorosa è quella del capoclassifica e poleman Sbrana che al momento di rientrare in pista vede zittire improvvisamente la moto.
Un’assenza clamorosa che sorprende tutti, compreso il diretto rivale per il titolo Traini che si trova a partire dalla pole ma non ne approfitta e viene bruciato da Alberto Arghittu (Ducati) e Michele Tomasoni (Kawasaki).
Arghittu chiude al comando il primo passaggio, ma poco dopo viene rilevato da Tomasoni che passa a condurre, intanto Traini recupera e al terzo giro prende il comando della corsa, ma gli avversari non mollano e la classifica varia nuovamente al passaggio successivo, con Tomasoni che appena passato in testa sbaglia e perde diverse posizioni, della cosa approfitta Traini per tornare al comando. I giochi sembrano fatti, ma si scatena Domenighini che dopo aver stazionato a ridosso dei fuggitivi, nel penultimo giro va all’attacco e in breve è su Traini, lo supera con una perfetta manovra all’Arrabbiata ma giunto alla Scarperia incappa in una innocua scivolata e dà addio ai sogni di gloria. A questo punto tutto facile per Traini che in un sol colpo va a prendersi la gara e l’insperato titolo.
Dietro il quarantacinquenne rider marchigiano chiudono nell’ordine Arghittu e la wild card Ugo Michelagnoli (Suzuki), poi le tre BMW di Libero Peppino Cirotto, William Venesia e Nicola Gandini, nei dieci anche Tomasoni, ripresosi dopo il “lungo”, Scagliarini e Gini.
2017-10-16
Con tre titoli già assegnati (a Gamba, 600 Base, Peri, 600 Avanzata, e Cannone, 1000 Avanzata) ed altrettanti ancora in bilico, l’attenzione era ovviamente puntata sulle tre classi in cerca del campione. Ma, benché non invitata, la grande protagonista è stata la nebbia che ha gravato sul bellissimo circuito toscano fino alla tarda mattinata sia del sabato sia della domenica, provocando continui adeguamenti del programma della Coppa Italia e la contrazione delle gare.
Inoltre i confronti della domenica sono stati caratterizzati anche dall’esposizione delle bandiere rosse (addirittura tre nella 1000 Pro, per fortuna senza gravi conseguenze per i piloti) che, per consentire di condurre regolarmente tutte le gare prima del tramonto, ha imposto un ulteriore accorciamento di alcune classi a soli 7 giri.
Nonostante gli imprevisti, tutte le classi hanno regalato emozioni, spettacolo ed equilibrio, che è la cifra distintiva della formula, ed i verdetti emessi dalla pista appaiono indiscutibili; i tre campioni che mancavano all’appello sono Yuri Menchetti nella 600 Pro, Daniele D’Adda nella 1000 Base e Tiziano Traini nella 1000 Pro.
Le vittorie del week end sono andate a Marcello Vincenzi (Honda), che si è imposto in entrambi i round della 600 Base; a Yuri Menchetti (Honda), che si è aggiudicato così, sulla pista di casa, il titolo della 600 Pro; a Francesco Piersanti (BMW), che ha siglato una doppietta nella 1000 Base; a Giorgio Cannone (Yamaha), che ha vieppiù legittimato il suo titolo nella 1000 Avanzata, e a Tiziano Traini (BMW), che così conquistato in extremis lo scudetto della 1000 Pro.
Il Trofeo Italiano Amatori, con il suo patron ed ideatore Daniele Alessandrini, si è congedato dalla stagione 2017 dando appuntamento a tutti all’EICMA – Milano Rho Fiera, 7 – 12 novembre, dove sarà presente presso lo stand di Motosprint e dove saranno aperte le iscrizioni per l’edizione 2018.
Classe 600 Base
Gara 1 – Con il titolo già assegnato a Massimo Gamba, che con quattro vittorie e un terzo posto ha dominato la 600 Base, tanto da decidere di mettersi alla prova come wild card nella 600 Avanzata, l’interesse della gara si è concentrato sulla lotta per le restanti posizioni del podio finale, con la lotta a distanza fra Marcello Vincenzi (Honda), che si è aggiudicato la vittoria, e Francesco Villani (Yamaha), giunto quarto. Fra i due piloti di alta classifica si sono inserite due agguerrite wild card, Andrea Tomio (Honda) e Nicola Coccia (Yamaha), terminati rispettivamente secondo e terzo. Ai fini della classifica i due non incidono sul risultato in quanto, come è noto, le wild card non marcano punti.
La gara vede l’ottimo spunto iniziale del trentasettenne carabiniere di Agerola (NA), Nicola Coccia che, partito dalla pole, prova subito ad allungare, guadagnando in paio di secondi sull’immediato inseguitore Andra Tomio, fresco vincitore del Trofeo Motoestate. Il tentativo non va però a buon fine, infatti al terzo passaggio Coccia inizia a rallentare mentre alle sue spalle risalgono Vincenzi e Tomio che nel volgere di due tornate lo attaccano e poi superano in sequenza. Alle spalle del terzetto, Villani controlla con facilità i rivali, con Alberto Bozzoni (Kawasaki) che guida lo sgranato gruppo degli inseguitori.
Vincenzi, fra il settimo e l’ottavo passaggio, prova a guadagnare terreno, ma Tomio non molla e i due danno vita ad un lungo duello che si chiude solo allo sventolare della bandiera a scacchi, con il ventenne modenese che ha la meglio per soli sessantasette millesimi sul rivale, andando così a conquistare la prima vittoria assoluta e coronando in crescendo il suo primo anno di gare.
Coccia, nonostante l’affaticamento, riesce a mantenere la terza piazza davanti a Villani, poi a oltre ventidue secondi termina Bozzoni che in volata regola Battini, capace di migliorarsi di sette posizioni rispetto alle prove. Nelle top ten anche Zamboni, Poncini, Sciuteri e Barale.
Gara 2 – Tra Marcello Vincenzi (Honda), primo, e Francesco Villani (Yamaha), quarto, cambia solo l’ordine delle posizioni d’onore, con Nicola Coccia (Yamaha) che stavolta ha la meglio su Andrea Tomio (Honda), entrambi wild card. Per il resto è praticamente tutto uguale a gara 1, compreso uno splendido sole, perfino tiepido, che, dopo aver scacciato la nebbia del mattino, indora fino al tramonto il pomeriggio mugellano.
In realtà di uguale in due competizioni motociclistiche molto tirate non ci può essere nulla, a partire dalla durata, ridotta la domenica a sole sette tornate. E infatti mentre il ventenne modenese Vincenzi, partito bene, ha dovuto duellare fino all’ultimo per aver ragione di uno scatenato Coccia, Tomio, che per metà gara riesce a far parte del gruppetto di testa, deve cedere nel finale per il forte dolore al braccio destro che gli blocca praticamente la mano.
Numerosi altri piloti animano la corsa, dando vita a gruppetti anche folti in cui domina la bagarre: nell’ordine, dopo Villani, si classificano la wild card Poncini (Yamaha), autore di una bellissima rimonta, Imbastaro (Yamaha), l’altra wild card Bozzoni (Kawasaki), costantemente quarto fino all’ultima tornata, Russo (Yamaha), Battini (Honda) e Sciutteri (Yamaha) che chiude la top ten. Nelle posizioni che contano, in una griglia con ben 42 partenti, si sono visti anche Zamboni (Yamaha), 11°, e Munerato (Yamaha), 19°.
Vincenzi concede dunque il bis, facendo valere le sue doti di staccatore con le quali contrasta la maggiore velocità in rettilineo della R6 di Coccia; “non è stata come ieri – ha commentato il giovane pilota, che conlude il campionato al terzo posto – anche perché bisogna porre attenzione al filler sparso in diversi punti del tracciato”.
Il trentasettenne Carabiniere campano Coccia, presente – al pari di Tomio, solo ai due round del Mugello – rivela invece che avrebbe voluto tentare la fuga solitaria “ma anche oggi Vincenzi è stato bravo, l’ha capito e si è messo subito nella mia scia”.
Soddisfatto il bolognese Villani, anche nel secondo round autore di un’ottima rimonta dalla tredicesima posizione in griglia, dovuta ad un errore nelle qualifiche: “è difficile recuperare in soli sette giri, mi sono divertito ma è stata dura”.
Il campionato va Massimo Gamba che precede Marcello Villani e Francesco Vincenzi.
Classe 600 Avanzata – Pro
Al termine di una stagione lunga, intensissima ed equilibrata, il titolo della 600 Pro, tradizionalmente uno dei più ambiti e prestigiosi della categoria Amatori, si decide in soli cinque giri e con una carosello di emozioni e colpi di scena tale da saziare anche il più incontentabile degli spettatori.
Onore subito al merito del neo-campione Yuri Menchetti (Honda), 24 anni, operaio, che dopo la bandiera a scacchi ha fatto scatenare la torcida non solo della Alfonsi Racing, il suo team, che fa capo a Lorenzo, anche lui toscano, già campione europeo della Superstock, ma della tifoseria locale vista la sua provenienza da Borgo S. Lorenzo, uno dei due Comuni prossimi al Mugello.
E onore anche ai suoi due avversari, il quarantanovenne piacentino Carlo Corsini, leader del campionato alla vigilia di questo settimo ed ultimo round ma costretto al forfait dai postumi di una caduta in cui è incappato nelle “libere” del giovedì, e il ventenne torinese Doriano Vietti Ramus (Yamaha), che precedeva Menchetti nella generale di soli dieci lunghezze e che se l’è giocata fino all’ultimo metro, provando a precedere l’irriducibile avversario.
Al di là del gioco degli scarti i due contendenti sapevano, partendo Vietti dalla pole (1’56”7) e Menchetti dalla prima fila, col terzo tempo, che chi sarebbe arrivato davanti avrebbe vinto il titolo. E così, scontato l’ormai immancabile (ma sempre stupefacente) hole-shot della wild card Samuele Cini (Yamaha), i due hanno cominciato a suonarsele di santa ragione, rimanendo sempre racchiusi in un fazzoletto fatto di un distacco calcolato per lo più nell’ordine dei millesimi.
C’è da premettere che la gara, già ridotta ad otto giri a causa del ritardo accumulato a per la nebbia mattutina, è stata fermata dopo le prime due tornate, con bandiera rossa, per una scivolata al Correntaio che ha richiesto l’ingresso dei sanitari (ma senza gravi conseguenze per il pilota) ed una perdita d’olio lungo la traiettoria esterna della Bucine.
Ma il copione era già lo stesso, con Vietti Ramus e Menchetti in fuga e gli altri ad inseguire. Nelle cinque tornate decisive il pilota di casa non ha mai mollato la prima posizione anche se il giovane rivale, come detto, lo ha costantemente insidiato. In terza posizione si è mantenuto costantemente il bolognese Cini, che ha chiuso con un distacco dai primi di 6” mentre in quarta (terza effettiva sul podio) è salito il senese Francesco Varanese (Ducati), campione 2015 della 600 Avanzata, autore di una gara in progressione, davanti alle wild card Davide Fabbri e Daniele Zinni, entrambi su Yamaha). In vetta al raggruppamento della Avanzata è terminato Massimo Gamba (RM2), campione matematico della 600 Base, cimentatosi nella formula superiore come wild card. L’ordine d’arrivo ufficiale vede dunque nell’ordine Mirko Calcagno (Honda), Diego Masciocchi (Kawasaki) ed Andrea Ferrazza (Yamaha) con il primo che va a consolidare la sua posizione d’onore dietro al campione Alessandro Peri (Yamaha), 35 anni, cremonese, che aveva acquisito la certezza matematica del titolo già a Vallelunga e non ha potuto essere presente al Mugello per un concomitante impegno di lavoro.
Menchetti, al rientro nelle competizioni dopo quattro anni di stop, si è complimentato con Vietti Ramus ed ha ammesso di aver guidato al massimo delle proprie possibilità: “Ringrazio Lorenzo Alfonsi – ha detto sul podio – per aver creduto in me ed avermi offerto questa opportunità. Ora sarà festa grande”.
Un po’ sconsolato Vietti Ramus, fratello dell’ex-campione italiano Celestino, che ha lamentato l’impossibilità di contrastare il passo del rivale senza correre rischi troppo grossi: “La voglia di vincere c’era, fino all’ultima Bucine c’ho provato ma sono andato vicino ad un volo clamoroso, di più non potevo fare”.
Grande soddisfazione invece per Varanese per aver finalmente agguantato il podio: “C’ero già andato vicino, sono veramente contento, la pista mi piace molto, siamo riusciti a mettere perfettamente a posto la moto, il risultato è arrivato. C’è anche mio figlio Cristian Domenico, per lui prevedo un futuro da pilota!”.
Classe 1000 Base
Gara 1 – Disputata in un magnifico pomeriggio di sole, che fa dimenticare la nebbia del mattino, Gara 1 della 1000 Base regala uno spettacolo veramente eccezionale, una sorta di “firma autografa” che la formula del Trofeo Italiano Amatori appone sotto ad uno degli ultimi appuntamenti della stagione 2017.
I dieci giri del Mugello sono infatti caratterizzati da una serie di duelli che coinvolgono, a gruppi, almeno una diecina di piloti e che tengono altissima l’attenzione. Fa eccezione il discorso per la vittoria visto che, confermando l’eccellente prestazione fornita nel round precedente, a Vallelunga, a trionfare praticamente in solitario è l’imolese Francesco Piersanti (BMW), scattato dalla prima fila e autore, al termine, anche del giro più veloce, in 1’58”8, nettamente migliore delle qualifiche.
Ma il round del sabato si rivela importantissimo anche perché consegna il titolo della 1000 Base a Daniele D’Adda (Yamaha), già vicinissimo al casco tricolore ma ancora non del tutto al riparo dal tentativo di recupero di Andrea Chiussi (Kawasaki); i due concludono, rispettivamente, al secondo e terzo posto alle spalle di Piersanti, dando vita anche loro ad una sfida con un altissimo tasso di spettacolarità.
Piersanti, al secondo anno di corse, dopo il debutto del 2016 sempre con gli Amatori, nella 600 Base, scatta molto bene al via su Enrico Stefani (BMW) e Lorenzo Comandini (Kawasaki), guadagna subito su tutto il gruppo e prosegue in progressione, arrivando ad accumulare al settimo giro oltre 12” di margine sugli inseguitori. Alle sue spalle, è, però, spettacolo: D’Adda e Chiussi devono rimediare a partenze non eccezionali (“fino alla terza si impenna!” commenterà poi divertito il trentottenne ravennate) e ci riescono, diventando gli inseguitori di Piersanti; il resto del plotone di testa continua battagliare senza respiro in un carosello di scambi di posizioni che consente solo di citare i protagonisti, nell’ordine in cui arrivano, dal quarto posto in avanti; si tratta di Pietro Sartori (Kawasaki), Fabrizio Tinti (BMW), Enrico Stefani (BMW), per i primi tre giri addirittura secondo, Matteo Dalola (Yamaha), Fabio Tedesco (BMW) e la wild card Marco Scagliarini (Kawasaki); sfortunato Ivan Mari (Ducati), altro componente del plotone di testa, costretto al ritiro a metà gara da una scivolata alla Biondetti 2.
Sul podio l’atmosfera è serena e regna un clima di soddisfazione: Chiussi, che ha pesantemente pagato la caduta nella tappa di giugno del Mugello che lo costrinse a gareggiare a Misano con una moto ancora malmessa, si complimenta con D’Adda: “per tenere ancora aperto il campionato avrei dovuto vincere e Daniele arrivare terzo, non è andata così ma lui è più forte, merita il campionato”. A sua volta il ventiduenne tornitore bresciano ammette di aver pensato, nel finale, soprattutto al campionato, e rivolge un ringraziamento ai suoi sponsor, all’azienda di cui è dipendente, a FG Racing e Zivi Motor, che gli hanno consentito di aggiudicarsi il titolo, e preannuncia che nel 2018 rimarrà nel Trofeo Amatori.
Infine Piersanti, al secondo anno di corse sempre negli Amatori e prossimo alla laurea in lingue straniere, ringrazia SC Racing ed i genitori, suoi unici sponsor e riflette sul cambio di moto che, dopo un avvio di stagione disastroso, lo ha reso vincente: “In realtà mi sono “svegliato” alla fine di agosto, qui al Mugello; anche oggi ho pensato soprattutto a spingere, non ho mai guardato i distacchi, solo all’ultimo giro, per capire se potevo stare tranquillo o dovevo guardarmi da qualche avversario”.
Gara 2 - Sebbene D’Adda (Yamaha) avesse già portato a casa il primo titolo della sua breve carriera motociclistica, non si è risparmiato e ha lottato fino alla fine con il rivale Francesco Piersanti (Yamaha), già vincitore della gara del sabato che è poi andato a bissare il successo per soli 15 millesimi di secondo. Una stagione in crescendo quella di Piersanti, partito in sordina e che ha necessitato di un periodo di adattamento, dopo il passaggio dalla 600 alla 1000. Terzo è terminato Andrea Chiussi (Kawasaki), che ormai cosciente dell’impossibilità di recuperare i punti di ritardo da D’Adda, ha disputato una gara “tranquilla” che gli ha garantito comunque il secondo gradino del podio del campionato. Per me, ha dichiarato il ravennate, “era importante chiudere la stagione senza rischi, a giorni nascerà la mia prima figlia alla quale dedico questo podio, così come alla mia compagna Annalisa che mi ha seguito con trepidazione”.
Ovviamente soddisfatto il vincitore del torneo: “dovevo solo controllare la gara, ma volevo anche divertirmi e il lungo duello con Piersanti è stato avvincente e credo che abbiamo dato veramente spettacolo, onorando la corsa, complimenti al vincitore che mi ha chiuso ogni varco nel finale”.
La gara è stata molto lineare e come detto è vissuta tutta sul duello ravvicinato fra Pieranti e D’Adda, con Chiussi a fare da spettatore a distanza, pronto magari ad approfittate di eventuali colpi di scena che si sa in questo sport sono sempre dietro l’angolo.
Solo nelle primissime fasi si sono inseriti nella bagarre anche Fabrizio Tinti (BMW), poi terminato quarto, Pietro Sartori (Kawasaki) e Enrico Stefani (BMW) rispettivamente quinto e sesto a fine gara.
Volata finale per entrare nella top ten con Marco Scagliarini che ha avuto la meglio su Carlo Corsetti e Stelvio Boaretto.
Classe 1000 Avanzata
Nonostante avesse già scudetto della classe 1000 Avanzata cucito sulla tuta, il romano Giorgio Cannone (Yamaha) ha voluto chiudere nel migliore dei modi una stagione da ricordare e così, dopo aver ottenuto la pole position, è andato a vincere anche la gara, riaffermando la sua supremazia in questa categoria. Alle sue spalle un agguerrito Riccardo Chiesura (BWW) che, dopo un inizio di campionato in sordina, è venuto fuori alla distanza, tanto da cogliere due secondi posti consecutivi che gli hanno permesso di salire sul secondo gradino del podio finale del trofeo 2017.
Il podio della giornata è stato completato dalla wild card romagnola Domenico Cecchini (Yamaha), vecchia conoscenza del Trofeo Amatori e rientrato alle competizioni dopo due anni di stop.
La gara, partita in netto ritardo a causa dell’insistenza della nebbia sul circuito toscano, è stata ridotta prima a otto giri e poi a sette a causa di una caduta di due concorrenti nel giro di ricognizione, caduta fortunatamente innocua tanto che i due hanno poi preso regolarmente il via.
Lo start è stato perfetto per Chiesura ma, come rivelerà poi sul podio, il pilota veneto non si sentiva sicuro e quindi dopo alcune curve ha preferito rallentare e non rischiare. A questo punto Cannone è passato a condurre, guadagnando subito un discreto margine su Cecchini, che nel frattempo aveva superato Chiesura, il quale perde ulteriormente terreno, tanto da venire scavalcato anche da Massimo Scalvini (Yamaha). I tre che procedono in fila indiana pare che possano controllare la gara, visto che gli inseguitori, guidati da Simone Buttironi (BMW), hanno già un discreto ritardo dal battistrada.
La situazione cambia radicalmente nelle ultime due tornate, quando, preso confidenza con il tracciato, Chiesura stampa due giri velocissimi consecutivi compreso l’ultimo dove ferma il crono a 1’57.663. Questo gli permette prima di superare Scalvini e poi nel finale di raggiungere i due fuggitivi che nel frattempo procedevano molto ravvicinati.
Il veneto è scatenatissimo e curva dopo curva si presenta all’uscita della “Bucine” immediatamente alle spalle dei rivali, sfrutta perfettamente la scia e, in un arrivo allo sprint, supera Cecchini di settanta millesimi, mentre Cannone riesce a mantenere la prima posizione per tre decimi. A ridosso del podio ma con oltre sei secondi di ritardo Scalvini precede Buttironi.
Salvatore Caggiano (BMW), sesto, regola il gruppo formato da Patrice Burky (Yamaha), dal gentlemen driver fiorentino Dante Del Vecchio (BMW), alla migliore prestazione stagionale, e da Matteo Viale (Bimota) e Claudio Sergiovich (BMW) che completano la top ten. Da notare anche l’ottima gara di Francesco Rigo che era riuscito a risalire fino alla quarta posizione al sesto passaggio, quando è stato costretto a dare forfait per un problema tecnico.
Classe 1000 Pro
Gara incredibile con quattro partenze a causa di tre bandiere rosse che alla fine hanno più dimezzato il numero dei classificati, fortunatamente nessuno dei piloti coinvolti nelle cadute ha riportato problemi fisici, solo per un concorrente sono stati disposti ulteriori accertamenti sanitari in ospedale, a scopo precauzionale.
Alla fine la vittoria della gara è andata a Tiziano Traini (BMW) che, favorito dal forfait di Simone Sbrana che non si è presentato alla quarta partenza, per un problema tecnico alla moto, ha vinto anche il titolo della classe 1000 Pro, alla sua prima partecipazione al Trofeo Amatori.
Come detto la gara è stata segnata da ben tre interruzioni per incidenti avvenuti sempre nelle fasi iniziali, ad esclusione della prima partenza, quando la corsa è stata interrotta al termine del secondo passaggio al momento che all’uscita della “Bucine” la wild card Giampiero Galante che era quarto, ha rotto il motore, inondando di una densa ed oleosa nuvola bianca buona parte del rettilineo d’arrivo.
Sono seguite altre due partenze, con gare interrotte al primo giro, e quindi la direzione ha dovuto ridurre la competizione a soli cinque giri.
Si va all’allineamento decisivo con la griglia segnata da numerose assenze e come detto la più clamorosa è quella del capoclassifica e poleman Sbrana che al momento di rientrare in pista vede zittire improvvisamente la moto.
Un’assenza clamorosa che sorprende tutti, compreso il diretto rivale per il titolo Traini che si trova a partire dalla pole ma non ne approfitta e viene bruciato da Alberto Arghittu (Ducati) e Michele Tomasoni (Kawasaki).
Arghittu chiude al comando il primo passaggio, ma poco dopo viene rilevato da Tomasoni che passa a condurre, intanto Traini recupera e al terzo giro prende il comando della corsa, ma gli avversari non mollano e la classifica varia nuovamente al passaggio successivo, con Tomasoni che appena passato in testa sbaglia e perde diverse posizioni, della cosa approfitta Traini per tornare al comando. I giochi sembrano fatti, ma si scatena Domenighini che dopo aver stazionato a ridosso dei fuggitivi, nel penultimo giro va all’attacco e in breve è su Traini, lo supera con una perfetta manovra all’Arrabbiata ma giunto alla Scarperia incappa in una innocua scivolata e dà addio ai sogni di gloria. A questo punto tutto facile per Traini che in un sol colpo va a prendersi la gara e l’insperato titolo.
Dietro il quarantacinquenne rider marchigiano chiudono nell’ordine Arghittu e la wild card Ugo Michelagnoli (Suzuki), poi le tre BMW di Libero Peppino Cirotto, William Venesia e Nicola Gandini, nei dieci anche Tomasoni, ripresosi dopo il “lungo”, Scagliarini e Gini.
2017-10-16